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Signora Wobst, mi interessa capire come si sviluppano i suoi dipinti. C'è sempre un'idea concreta prima di iniziare? Cioè, ha già l'immagine completa in mente o si lascia guidare dal caso in corso d'opera?

Dipende. A volte ho un'idea precisa dell'immagine nella mia mente, come nel caso per esempio di "Mitwisserin": comincio con un bozzetto. Dopo di che inserisco i dettagli e comincio a fare esperimenti: li ingrandisco, li rimpicciolisco, li muovo, fino ad arrivare ad una bozza più precisa nella sua interezza, che aggiungo ad uno sfondo gia' preparato in precedenza, riservandomi di poterla modificare ancora, se necessario.
In altri casi comincio senza un'idea concreta e mi lascio guidare dalla preparazione dello sfondo. "Telepathie" può essere un buon esempio di questo procedimento. Osservo gli effetti randomici dello sfondo sulla tela, ruotandolo di 90 gradi alla volta fino a trovare una o più idee per un dipinto. Questo procedimento ricorda un po' il test delle macchie di Rorschach. Libere associazioni da fonti differenti si fondono insieme, dalle esperienze che ho vissuto, provato, letto o sognato... Queste idee non arrivano per caso ma sono già lì, nel mio subconscio.

Un osservatore superficiale penserebbe che le Sue immagini rappresentino sogni...

Si sbaglierebbe. Non dipingo mondi di sogno ma la mia realtà, costituita da tutto ciò che io provo, vedo, sento, odo, leggo e sogno ­ come ho detto prima.

Ci sono varianti di molti Suoi dipinti, create spesso a distanza di anni...

Succede per motivi diversi. Può essere perchè sto ancora sviluppando interiormente un certo tema perciò ne dipingo diverse varianti di contenuto, come ho fatto per esempio con "Augenblick der Verwandlung", "Sturz des Zauberers" o "Wunsch" e "Rollentausch".
Ma principalmente e' l'atmosfera di un dipinto che ancora non soddisfa quello che avevo in mente prima. Allora provo a cambiare forme e colori, tolgo o aggiungo qualcosa...

Quindi il dipinto deve essere esatto per Lei, prima che per chi lo osserva?

Nel momento in cui è giusto per me in tutti i suoi aspetti di forma e contenuto è anche in sintonia con l'osservatore.
È come per la letteratura impegnata e l'arte ­ intese come opposte a romanzi d'appendice e arte decorativa che pure sono perfettamente legittimate ­ che cercano sempre di catturare l'essenza profonda dell'uomo o provano ad avvicinarvisi il più possibile.

Con i Suoi dipinti, Lei vuole esplorare l'essenza umana. Eppure sembra che Lei "metta in scena" sia azioni che emozioni. Le Sue opere sono allora un palcoscenico?

Si potrebbe anche dire così. Per quasi trent'anni ho messo in scena una o due rappresentazioni teatrali ogni anno - con i ragazzi di quarta della Scuola Superiore dove insegnavo, qui in Germania - prevalentemente classici tedeschi del ventesimo secolo e commedie di Shakespeare.
Naturalmente una passione così lunga e intensa ha anche influenzato i miei dipinti. Mimica, gesti, postura dei personaggi e la loro posizione nello spazio, riflettono i grandi vecchi temi umani: Vita, Amore e Morte. In questo senso le mie immagini sono un palcoscenico per l'Uomo.
A volte mi piace citare Shakespeare a questo proposito. In "Come vi piace" il melanconico Monsieur Jacques dice : "Tutto il mondo è un palcoscenico, / e ogni uomo e donna sono solo attori; / hanno le loro uscite e le loro entrate; / ed ognuno recita molte parti..."

Nei Suoi dipinti, ricorre talvolta una figura femminile nella medesima posizione e nel medesimo gesto, come in "Auf Traumfang", "Spurensuche" e "La Strada". Procede determinata gettando indietro le braccia, che quasi sembrano ali... Ci puó dire qualcosa di questo? C'è forse qualcosa di autobiografico in questo personaggio?

In linea generale, tutte le figure dei miei quadri ­ siano essi maschi o femmine ­ contengono qualcosa di me o delle persone che appartengono alla mia vita, alla mie letture, ai miei sogni. Sono sempre protagonisti "complessi" che rappresentano qualcosa che mi è molto vicino.
La figura di cui mi chiede è un essere umano che decolla verso il proprio futuro, è in cammino. Poichè in un quadro non può esserci successione di eventi, questa donna è sempre in cammino; è questa la sua eterna presenza. Allo stesso tempo sta anche guardando indietro al passato.
Inoltre, sembra avere le ali e poter volare in uno spazio tutto differente, libera dalle leggi del tempo e dello spazio. Nella sua rete cattura sogni e ricordi. Ne "La strada" è accompagnata dall'energia e dalla forza degli orsi e dalla grazia alata di un uccello. Con questo piccola processione sta andando al prossimo spettacolo del circo...
Ora ho offerto io stessa un'analisi, nonostante i miei dipinti vogliano invitare l'osservatore ad inventare il proprio personale scenario. Lo spettatore dovrebbe essere in grado di produrre associazioni con la propria vita e le proprie esperienze. Le mie immagini sono aperte a più di una interpretazione.

Considerando i Suoi lavori, prima o poi si arriva al tema spazio/tempo. Che ruolo ricopre il tema del "Tempo" nei Suoi dipinti?

Ha un ruolo importante. Già in due momenti essenziali, durante I miei studi formali , mi sono trovata ad affrontare questo tema : "Il concetto di Tempo nei romanzi di Giuseppe di Thomas Mann" e "L'idea del tempo nei romanzi `Mrs Dalloway' e `Al faro' di Virginia Woolf".
Molti miei quadri rappresentano la relazione tra l'uomo e il tempo come tema centrale: "Ende der Wuestenzeit" presenta il cambiamento da un tempo di sterilità ad un tempo di fertilità.
"Mutiger Aufbruch" dipinge un uomo il cui sguardo è focalizzato sul cammino che ha deciso di intraprendere, benchè conosca la propria mortalità.
"Beim kleinsten Hauch" mostra il processo del cambiamento da una situazione alla prossima.
"Grenzgaenger" accentua l'aspetto di eternità.
"Die ausgeklammerte Zeit" riflette il desiderio dell'uomo che il tempo della gioia possa durare per sempre.
"Raub des Unsterblichkeitskrauts" mostra Gilgamesh che accetta di non poter vincere la morte.
Tutto, in queste immagini, mostra che l'uomo è per me l'epicentro in cui tempo ed eternità confluiscono.

Un'ultima domanda sulle idee future. Che cosa dipingerà la prossima volta? Ci sono spunti?

Probabilmente lavorerò su una serie dal titolo "Ritmo cosmico".
L'esperienza dei miei viaggi negli Stati Uniti negli ultimi due anni a Sedona e Santa Fe ­ e la mia grande passione per i libri etnologici sugli sciamani tra gli Indiani del Nord America e sugli sciamani di Peru ­ contribuiranno a questa serie. La loro "stanza interiore" ­ totalmente differente ­ e il loro modo di vedere la vita ­ confrontato al nostro ­ sono gli aspetti che più mi affascinano di questa cultura antica e misteriosa.

(Traduizione: Marina Terraciano)